Ricordando Pierpaolo Pasolini

Ritratto di Pier Paolo Pasolini

Sono passati più di tredici anni da quando scrivevo questo su Agorà Telematica, storica BBS romana.

11-11-1995 23:29 Paolo Campanelli (P.Campanelli) Rieti IT

Pierpaolo

Vedo Pierpaolo dal mio letto. E’ il giorno dei morti. Sono passati ventanni esatti dal martirio dell’Idroscalo e, in questa data solennemente funebre come può essere un due novembre, il televisore mi illumina rispedendomi immagini e suoni che sembrano venire da molto lontano.

C’è Ninetto ragazzino con i suoi ricci. Ninetto che sorride pieno d’imbarazzo e ammirazione. La borgata con i suoi piccoli curiosi accalcati dietro una rete. C’è Pierpaolo felice, innamorato di questo mondo pieno di spontaneità, di questo entusiasmo, di questa giovinezza.

Ninetto sta al gioco. E’ lui a intervistare il poeta, il regista, l’intellettuale, l’amico… E l’amico risponde entrando in questo gioco decisamente tenero. Risponde con grande tranquillità, spiegando con parole semplici anche le cose che potrebbero sembrare più complesse. Segue le sue parole con uno sguardo che riflette qualcosa di immenso, i suoi gesti, i suoi muscoli partecipano elegantemente a questo tenero concerto sentimentale.

Mi trovo rapito da questa scena rispedita nella notte e conservata chissà da chi, chissà perché… Questa scena, queste parole mi entrano dentro. Gli occhi di Pierpaolo sono grandi e sono esattamente gli stessi di quella foto che avevo cinque o sei anni fa appesa nella mia stanza di fronte al letto. Questo enigma degli occhi di Pierpaolo…

Quando l’intervista di Ninetto termina rimango incredulo. Mi sembra di aver afferrato cosa ci fosse dietro quell’intervista, dietro quegli occhi, negli occhi di quella foto: l’amore.

Spegnerò il televisore con la consapevolezza che “l’intervista di Ninetto” sia stata una delle testimonianze più belle di amore che io ricordi. Chissà.

Paolo

— HyperAgorà 1.1 * BEERWARE

P.S. ho scovato un breve estratto dell’intervista su Youtube, che incorporo qui sotto