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Segreti, omertà, insabbiamenti e coperture dei delitti di pedofilia perpetrati dai preti cattolici a danno dei minori

BBC: RATZINGER CONTRIBUI’ A COPRIRE SCANDALI DELLA CHIESA
(AGI) – Londra. 2 ott. – Un documentario del programma della Bbc “Panorama” accusa Papa Benedetto XVI di esser stato implicato nel sistematico insabbiamento dei casi di abusi su minori perpetrati da preti cattolici. Per piu’ di 20 anni, sostiene l’inchiesta della tv britannica, Joseph Ratzinger ha applicato un documento segreto del 1962 che regolamentava il modo in cui i cardinali dovevano comportarsi di fronte a casi di abusi su minori in cui si dettava un codice di segretezza a cui attenersi pena la scomunica. Padre Tom Doyle, un consulente di diritto canonico che sostiene di esser stato licenziato dal Vaticano per le critiche alla gestione di quesi casi, ha interpretato il documento e ha affermato che vi era una esplicita linea di condotta che prevedeva la copertura dei casi di abusi su minori e assicurava il totale controllo del Vaticano. L’inchiesta di Panorama avrebbe anche appurato che sette preti sotto inchiesta per abusi su minori vivono in Vaticano o nei dintorni. L’arcivescovo di Birmingham, Vincent Nichols, ha replicato alle accuse sostenendo che il documentario “distorce due documenti vaticani e li usa in modo fuorviante per collegare gli orrori degli abusi sui minori alla persona del Papa”, sferrando “un attacco pieno di pregiudizi contro un leader religioso rispettato in tutto il mondo”. La Chiesa cattolica ha inoltre precisato che il documento del 1962 non e’ direttamente collegato agli abusi sui minori ma a un uso improprio del confessionale mentre l’altro, del 2001, chiarisce alcune norme del diritto canonico ma non ostacola in alcun modo le indagini sugli abusi sui minori.

020910 OTT 06 (Fonte: AGI)

In un episodio (non così raro) dello scorso anno la crudele intolleranza della Chiesa e la sua distanza siderale dal Cristo

L’episodio è avvenuto ieri a Marcellinara, in provincia di Catanzaro
Il religioso: “Ho rispettato le norme della Chiesa, messaggio per tutti”

PARROCO NON CELEBRA LA MESSA FUNEBRE
“La signora conviveva: è peccato”
Niente eucarestia, ma preghiere, benedizione e conforto per i familiari
L’assessore comunale: “Scelta che ci lascia molto perplessi”

CATANZARO – Aveva scelto di convivere con un uomo separato. Per questo, una volta morta, il parroco si è rifutato di celebrare la messa funebre in suo onore. L’episodio si è verificato ieri a Marcellinara, un piccolo comune di 2200 abitanti in provincia di Catanzaro.

“Ho rispettato le norme ecclesiastiche: chi è convivente è un peccatore pubblico e quindi non ho celebrato la messa perché la signora non viveva da cristiana l’unione matrimoniale”, ha dichiarato don Giuseppe Mazzotta, parroco della chiesa di Maria Santissima Assunta.

Una decisione che, nelle intenzioni del religioso, vuole essere anche “un messaggio a tutta la comunità parrocchiale: il matrimonio è un sacramento, se decidi di non riceverlo in Chiesa non può considerati uguale a chi lo ha ricevuto”, ha sottolineato il curato.

Don Giuseppe Mazzotta vive da circa quarant’anni a Marcellinara e nel paese tutti lo definiscono “un sacerdote scrupoloso, una persona da stimare e apprezzare”. A conferma di tanto scrupolo, don Giuseppe ha spiegato di aver condotto “una celebrazione liturgica a norma del canone 184, paragrafo 3, che prevede che tali pubblici peccatori si debbano escludere dalle esequie religiose”. “Però da parecchio tempo – ha ammesso – la Chiesa acconsente alla celebrazione liturgica. E infatti c’è stato un lungo ed articolato rito religioso. Ho pronunciato parole di conforto ai familiari, con la sorella e altri congiunti abbiamo pregato insieme per l’anima della defunta. E poi ho incensato il feretro e l’ho benedetto con l’acqua santa. Insomma non c’è stata la celebrazione dell’eucarestia, ma io ho fatto fino in fondo il mio dovere di padre. Rispettando le regole”, ha concluso don Giuseppe.

Ma la decisione del religioso non ha mancato di sollevare polemiche. “Al parroco va tutta la nostra stima, ma la sua scelta ci lascia molto perplessi”. E’ il commento dell’assessore del Comune di Marcellinara, Mario Paraboschi. “Dopo il rito ho notato uscire dalla chiesa alcune persone visibilmente infastidite per quanto era accaduto. Personalmente credo che la scelta di non celebrare la messa sia discutibile su diversi punti di vista”, ha dichiarato l’assessore.

20 luglio 2005 (Fonte: Repubblica.it)

La pedofilia colpisce anche la diocesi più grande del mondo, in Italia non se ne parla, ma in Svizzera sì

MESSICO: PEDOFILIA; ACCUSE A SACERDOTE, OMBRE CARDINALI

CITTA’ DEL MESSICO – Un oscuro caso di pedofilia riguardante un sacerdote messicano che avrebbe violentato decine di bambini sta scuotendo profondamente l’opinione pubblica dopo aver coinvolto perfino il cardinale Norberto Rivera Carrera, primate di Città del Messico, accusato assieme al cardinale di Los Angeles Roger Mahony di aver coperto la vicenda per oltre 20 anni.

Contro Rivera Carrera, che è alla testa della diocesi più grande del mondo, Joaquin Aguilar Mendez, messicano di 25 anni e presunta vittima di ripetuti abusi da parte del sacerdote Nicolas Aguilar Rivera, ha presentato presso la Suprema Corte di Los Angeles, California, una denuncia per favoreggiamento della pedofilia e omessa vigilanza su un sottoposto.

I fatti sarebbero avvenuti nel 1994 a Città del Messico quando il denunciante era un chierichetto di 13 anni.

Di fronte al clamore suscitato dalla denuncia, l’arcidiocesi di Città del Messico ha diffuso un comunicato in cui ha definito “gravi e sproporzionate” le accuse e ribadito che in passato il cardinale Rivera ha sempre pubblicamente condannato “il perverso reato della pederastia”.

Da parte sua anche il cardinale statunitense Roger Mahony, che nel 2002 si difese vigorosamente da un’accusa di violenza sessuale, ha anche questa volta respinto qualsiasi suo coinvolgimento o complicità nei fatti. Inoltre, a difesa del primate messicano si sono schierati anche la Conferenza episcopale ed il nunzio apostolico Giuseppe Bertello.

21/09/2006 – 20:00 (Fonte: Ticinonline)

Milingo e la sua battaglia per superare l’inciviltà discriminatoria del voto di castità obbligatorio per i preti

ORDINA VESCOVI QUATTRO PRETI SPOSATI
(AGI) – CdV, 25 set. – L’ombra sinistra di uno scisma si profila sul pontificato di Benedetto XVI. Ieri 24 settembre, mons. Emanuel Milingo, arcivescovo emerito di Lusaka, ha ordinato quattro vescovi sposati membri del movimento internazionale “Married Priests Now”, da lui fondato negli Usa lo scorso luglio. Lo annuncia in una nota don Giuseppe Serrone, fondatore dell’Associazione dei sacerdoti lavoratori sposati, tornato da pochi giorni da New York, dove si e’ recato con la moglie Albana per partecipare alla seconda convention del movimento tenuta dal 17 al 19 settembre. Don Serrone aveva seguito Milingo negli Stati Uniti anche in luglio, quando l’arcivescovo africano aveva abbandonato in segreto la residenza di Zagarolo dove era tornato nuovamente a celebrare le sue messe di guarigione essendo stato riammesso nella Chiesa Cattolica. Nella nota, don Serrone definisce la consacrazione episcopale di quattro sacerdoti sposati “un evento che segna una svolta nel cammino per il riconoscimento dei diritti civili ed ecclesiali delle famiglie dei sacerdoti sposati sparsi nel mondo”.
(Fonte: AGI)

Il buon pastore e il suo gregge di pecorelle

PERPETUA BRUCIA CASA: ERA L’AMANTE
Il gesto dopo aver trovato il religioso con un’altra donna
(ANSA) – PALERMO, 12 SET – E’ stata una vendetta d’amore quella della perpetua che ha bruciato la casa di un sacerdote a Roccalumera, nel Messinese. La donna, che anni fa aveva lasciato il convento per sposarsi e da quattro era diventata la perpetua del settantenne don Carmelo Mantarro, e’ stata licenziata ieri e il suo gesto ne sembrava la conseguenza. Ai carabinieri ha invece raccontato che era l’amante del sacerdote e che l’aveva sorpreso in compagnia di un’altra donna della zona.
2006-09-12 22:33 (Fonte: sito dell’ANSA)

Il voto del celibato è da millenni che fa molti più danni dell’infibulazione e di ogni tortura, ma la Chiesa si ostina nella sua crudeltà

MILANO, MOLESTIE AD UN ROM: IN MANETTE UN PRETE
Il parroco di un comune della Lomellina, mercoledì notte è stato sorpreso da una pattuglia della polizia nella propria auto in atteggiamenti intimi con un nomade di 13 anni. L’accusa è di violenza sessuale aggravata; l’uomo è in isolamento a San Vittore

Milano, 8 settembre 2006 – Il parroco di un comune della Lomellina, nel milese, 60 anni, è stato sorpreso nella propria auto in atteggiamenti intimi con un ragazzino di 13 anni, nei pressi del Cimitero Maggiore di Milano. L’uomo e’ stato fermato mercoledì notte dalla polizia durante un normale giro di controllo. Il fermo, a quanto si e’ appreso, e’ gia’ stato convalidato dalla Procura. Il ragazzino sarebbe un rom, costretto a prostituirsi.

Nella zona, dove c’e’ una forte presenza di nomadi, recentemente si e’ moltiplicata l’attivita’ di prevenzione delle forze dell’ordine, proprio perche’ indicata come una delle aree a piu’ elevata presenza di prostituzione minorile. Ordinato sacerdote nel ’69, il prelato finito in manette si occupava da anni di aiutare giovani extracomunitari a trovare accoglienza e lavoro in Italia. L’uomo è già in isolamento in una cella del carcere di San Vittore con l’accusa di violenza sessuale aggravata (perche’ compiuta ai danni di un minorenne di 14 anni). Il parroco, che proprio in questi giorni avrebbe dovuto prendere servizio in una nuova parrocchia della zona (un trasferimento che la Diocesi di Vigevano aveva comunque gia’ deciso da un paio di mesi), da quanto si e’ appreso si trovava al posto di guida di una Peugeot, con al fianco il ragazzino dell’Est, con tutta probabilita’ domiciliato al campo nomadi di via Triboniano, dove vivono tanti altri bambini della stessa eta’ costretti a prostituirsi ogni notte al Musocco. Il vescovo di Vigevano, monsignor Claudio Baggini, avrebbe appreso ieri mattina la notizia dalle forze dell’ordine che, la notte precedente, hanno raggiunto la canonica del prelato per prelevare pochi indumenti e qualche effetto personale.

(Fonte: RomaOne)

Buon pastore o buon pusher?

ARRESTATO SACERDOTE PER SPACCIO DI DROGA
Nella sua abitazione rinvenuto circa mezzo chilo tra cocaina e marijuana. Davanti al gip per la convalida del fermo

PERUGIA – Un sacerdote è stato arrestato a Perugia. La Guardia di finanza ha sequestrato in casa del religioso circa mezzo chilo tra cocaina e marijuana. Sull’indagine viene mantenuto uno stretto riserbo, gli accertamenti sono infatti ancora in corso. Il sacerdote, 43 anni, è stato bloccato lunedì sera nella sua abitazione dopo che i finanzieri hanno trovato un pacco con la droga. Il religioso dovrebbe comparire mercoledì davanti al giudice per le indagini preliminari di Perugia per l’udienza di convalida del fermo.
06 settembre 2006

(Fonte: Corriere della Sera)

Quo usque tandem abutere, Ratzinger, patientia nostra?

ARRESTATO IL PARROCO DI ORIOLO ROMANO
“VIOLENZA SESSUALE SUI MINORI”

ORIOLO ROMANO (Viterbo) – Il parroco di Oriolo Romano, 3500 abitanti in provincia di Viterbo, Massimiliano Crocetti, 36 anni, originario di Montefiascone (Viterbo) è stato arrestato con l’accusa di atti di libidine compiuti a danno di minori. Guidava la parrocchia dal 2004.

Il sacerdote è stato arrestato dalla polizia all’alba dopo lunghe indagini nel corso delle quali sono state accertate violenze sessuali compiute dal prete su alcuni minorenni.

“Provo sentimenti di profonda amarezza, dolore e gravesconcerto” ha dichiarato il vescovo della diocesi di Viterbo Lorenzo Chiarinelli. “Sono stato informato della vicenda da poco – ha aggiunto – è stato un vero e proprio fulmine al ciel sereno. Ora vedremo se seguirà un temporale o meno. Certo, il fatto che don Crocetti sia agli arresti domiciliari ci fa sperare che le accuse siano meno gravi di quanto ci era stato riferito in un primo momento”.

La notizia ha lasciato senza parole gli abitanti di Oriolo romano, mentre il sindaco Italo Carones prende le distanze: “Abbiamo fondati motivi per ritenere che negli episodi contestati al parroco non siano coinvolti minorenni del nostro paese. E’ probabile che le indagini si riferiscano a periodi in cui lo stesso ricopriva altri incarichi”. In precedenza il sacerdote era stato destinato dalla diocesi di Viterbo, come vice parroco, a Vetralla.

La Curia intanto ha incaricato un legale di Viterbo, l’avvocato Severo Bruno, di occuparsi della difesa del sacerdote, mentre la famiglia, residente a Montefiascone, ne ha nominato un altro di propria fiducia.

(Fonte: Repubblica.it)

I buoni pastori cattolici: quanti crimini ancora prima di abolire l’obbligo del celibato?

TANZANIA: PRETE CONDANNATO A 30 ANNI PER REATI DI PEDOFILIA

Citta’ del Vaticano, 10 ago. (Adnkronos) – Un sacerdote cattolico, Sixtus Kimaro Kimaro di 38 anni, e’ stato condannato in Tanzania a 30 anni di carcere per aver commesso reati di pedofilia contro un minore. In particolare, il prete e’ accusato di sodomia e per questo ha ricevuto la pena piu’ grave di 30 anni di prigione, inoltre gli sono stati comminati altri 5 anni per aggressione sessuale.

Con che coraggio si può definire cristiano uno così?

PEDOFILIA: SPARITO A ROMA MONSIGNORE RICERCATO DA USA WASHINGTON

E’ sparito a Roma ed e’ ora considerato latitante monsignor Joseph John Henn, un sacerdote americano accusato di aver molestato negli Stati Uniti tre studenti di una scuola di Phoenix, per il quale nei giorni scorsi la Corte di Cassazione aveva dato il via libera per l’estradizione.

La scomparsa e’ stata resa nota delle autorita’ dell’ Arizona, secondo le quali le forze dell’ordine italiane hanno constatato la sparizione quando si sono recate a notificare a Henn il provvedimento di estradizione. Il monsignore era da un anno agli arresti domiciliari in un’abitazione nella disponibilita’ del Vaticano. La scomparsa risalirebbe a circa due settimane fa. Il 27 luglio scorso la Cassazione aveva respinto le istanze con le quali il religioso si opponeva all’estradizione.

Andrew Thomas, un legale della contea di Maricopa, in Arizona, ha sostenuto che quello di Henn e’ ”un ultimo atto di mancanza di rispetto che dimostra la sua mancanza di rispetto per la legge”. ”Puo’ scappare – ha aggiunto Thomas – ma non puo’ nascondersi. Sara’ catturato e verra’ fatta giustizia”.

(Fonte: sito dell’ANSA)