Archivi autore: Paolo

La truffa dell’otto per mille

Non sei convinto che l’otto per mille sia una truffa a vantaggio della chiesa cattolica?

Immagina che la tua IRPEF da pagare per l’anno 2002 sia stata di 1.000 euro.

Te giustamente hai pensato “ora decido a chi devolvere 8 di questi 1.000 euro”.

Metti una croce, ad esempio, su “Chiesa evangelica valdese, Unione delle chiese valdesi e metodiste”.

Vuoi sapere che fine hanno fatto quei tuoi 8 euro? Tieniti forte…

Alla “Chiesa evangelica valdese”: 0,044 euro (sì, hai letto bene).

Alla “Chiesa cattolica”: 7,1328 (proprio così!).

Ti sei ripreso? Non è tutto.

Quanti sono stati i contribuenti che hanno espresso la scelta a favore della chiesa cattolica?: il 39,52% dei contribuenti (cioè solo il 35,24% della popolazione italiana).

Del complessivo gettito dell’otto per mille, cioè di circa 1.043 milioni di euro quanto è andato a finire nelle tasche della chiesa cattolica?: circa 930 milioni di euro, cioè l’89,16% dell’intero gettito.

Come è possibile? Semplice: il meccanismo è truffaldino, progettato ad hoc per ingannare gli italiani e favorire gli interessi di una chiesa che fa capo ad uno stato estero, il Vaticano.

Se vuoi saperne di più vai qui.

Sognando la California (in questo giorno d’inverno)

Tutte le foglie sono appassite e il cielo è grigio
Sono andato a camminare in un giorno d’inverno
Sarei al sicuro e al caldo se fossi a Los Angeles
Sognando la California in questo giorno d’inverno

Mi fermai davanti a una chiesa che incontrai lungo la strada
Beh, mi inginocchiai e finsi di pregare
Sapete, al predicatore piaceva il freddo
Sa che io sto
Sognando la California in questo giorno d’inverno

Tutte le foglie sono appassite e il cielo è grigio
Sono andato a camminare in un giorno d’inverno
Se non glielo avessi detto potrei partire oggi
Sognando la California in questo giorno d’inverno
Sognando la California in questo giorno d’inverno
Sognando la California in questo giorno d’inverno

Non si sa perché… ma è certo che abitare nel raggio di 50 km dalle centrali nucleari è un rischio mortale per i bimbi

Vista la smania di fare affari impiantando nuove centrali nucleari, è bene fare attenzione a questa serissima ricerca svolta dagli scienziati dell’Università di Magonza in Germania. Sono certo che la notizia in questione verrà, dolosamente, ignorata dai media italiani…

GERMANIA: PIU’ LEUCEMIE IN BAMBINI VICINI A CENTRALI NUCLEARI

(AGI) – Berlino, 8 dic. – I bambini fino a cinque anni che crescono nelle vicinanze di una centrale nucleare vengono colpiti con maggiore frequenza degli altri dalla leucemia. Lo sconvolgente fenomeno, emerso da una ricerca compiuta dall’università di Magonza per conto dell’Ufficio federale per la protezione dalle radiazioni, è rivelato oggi dalla “Sueddeutsche Zeitung”, secondo cui gli scienziati non sono tuttavia riusciti a spiegare il nesso causale tra la prossimita’ delle case ad uno dei 16 impianti nucleari attualmente in esercizio e l’insorgenza del cancro nei bambini. “Il nostro studio”, scrivono gli scienziati, “ha confermato che esiste un legame tra la vicinanza di un’abitazione ad una centrale nucleare e l’insorgenza del cancro, in particolare della leucemia, in bambini di età inferiore a cinque anni”. Gli studiosi hanno esaminato i casi di tutti i bambini tedeschi sotto i cinque anni che abitavano nelle vicinanze di una centrale nucleare e che si sono ammalati di cancro tra il 1980 ed il 2003, mettendo inoltre a confronto lo stato di salute di 1592 bambini colpiti da tumore e quello di altri 4735 coetanei sani abitanti nella stessa zona. Dall’analisi si è scoperto che minore era la distanza tra l’abitazione e una centrale nucleare e maggiore era il rischio per i bambini di ammalarsi di cancro. In un raggio di 5 km dall’impianto si sono ammalati di leucemia 37 bambini, mentre sul piano statistico i casi previsti avrebbero dovuto essere solo 17. Secondo uno degli autori dello studio, il rischio accresciuto per un bambino di venire colpito dal cancro è reale anche in un raggio di 50 km dal reattore nucleare. Secondo i medici, la misurazione dell’intensità delle radiazioni nelle immediate vicinanze di una centrale nucleare non è tuttavia tale da giustificare un più frequente insorgere della malattia rispetto alla media statistica. (AGI)
Cle-

Fonte: Statistiche-Oggi

Sconcerto

Apprendo con sconcerto del suo disegno di legge per tappare la bocca al popolo italiano che, liberamente, come in ogni paese democratico occidentale (e non solo), può pubblicare in piena autonomia su Internet ciò che vuole, nel rispetto delle leggi vigenti.

Se il suo folle disegno di legge dovesse essere approvato un intero popolo pubblicherà all’estero ciò che è considerato ostile dal potere politico italiano.

È per le idee come le sue e dei suoi amici che noi italiani ci vergogniamo di essere italiani davanti al mondo civile, davanti a quel mondo che fa della libertà degli individui e della libertà d’espressione i principi irrinunciabili da cui scaturiscono le leggi e gli ordinamenti.

Ma non vi vergognate mai quando vi guardate allo specchio? Un po’ di decenza, per cortesia.

Paolo Campanelli

(mail inviata il 20 ottobre 2007 a Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e autore del testo del DDL approvato il 12 ottobre in Consiglio dei Ministri)

Un deputato su tre fa uso certo di droghe

Un deputato su tre ha fatto uso di droghe negli ultimi tre giorni: questo risulta dal prelievo, fatto con mezzi attendibili al 100%, dalle Iene.

Condiderazione 1: se si potesse retrocedere a un mese la possibilità di rilevazione delll’uso degli stupefacenti rispetto alla data del test la statistica probabilmente salirebbe intorno al 60%.

Considerazione 2: se si includessero i vari antidepresivi, stimolanti, alcolici ecc., insomma le droghe legali (ma non per questo meno dannose, anzi), la percentuale si attesterebbe intorno al 100%.

Conclusione: si sapeva già. Ed è la fotografia esatta del paese. Un popolo di ipocriti governato da ipocriti.

Danni seri da vaccino, altro argomento tabù di una civiltà che ormai risponde unicamente agli interessi degli imperi finanziari

USA, EPIDEMIA DI AUTISMO TROPPI VACCINI AL MERCURIO?

di MAURIZIO BLONDET

L’autismo dei bambini (grave malattia mentale, ritenuta vicina alla schizofrenia) è in aumento in tutto il mondo, ma in nessun Paese come gli Stati Uniti. Mezzo milione di piccoli americani sono stati diagnosticati di autismo, e il numero cresce di 40mila all’anno. Nel 1995, i casi erano 1 su 2500; oggi, uno su 160.
La causa? Sarebbe un composto chimico a base di mercurio, il Timerosal, usato come conservante nei vaccini: così denuncia un procuratore americano dal nome famoso, Robert Kennedy jr., figlio del senatore, e fratello del presidente Usa, ucciso da un attentatore nel 1968.
«Sono stato a lungo scettico sulle numerose denunce di genitori convinti che il loro piccolo fosse diventato autistico dopo le vaccinazioni obbligatorie – ha scritto Robert Kennedy – Mi ha convinto l’indagine condotta sugli Amish». Gli Amish sono quella comunità religiosa che rifiuta la modernità: non usano auto, vestono come nell’800, e…
…non fanno vaccinare i loro figli. Nel 2005, Dan Olmsted, un giornalista (non un medico) provò a contare quanti bambini, nella comunità Amish di Lancaster County in Pennsylvania, fossero colpiti da autismo. Se avessero avuto una percentuale di casi pari a quella della popolazione americana, gli Amish di Lancaster avrebbero dovuto avere 130 bambini malati; invece Olmsted ne contò solo quattro: tre, per varie ragioni (uno era un orfano adottato) avevano ricevuto le vaccinazioni; il quarto risultò intossicato da scarichi di mercurio di una vicina fabbrica.
Allarmato, il procuratore Kennedy ha cominciato ad esaminare la letteratura scientifica: ed ha scoperto numerosi studi clinici, epidemiologici e sperimentali su animali – nonché rapporti di medici generici – che segnalavano il Timerosal come responsabile della crescita esplosiva dell’autismo infantile; tutti accuratamente seppelliti e segretati.
Ha scoperto anche che il Timerosal al mercurio (prodotto dalla farmaceutica Eli Lily) era stato aggiunto alle dosi di vaccino destinate ai soldati nel 1943, per rendere conservabili i vaccini (che dovrebbero essere tenuti in frigo) nelle difficili condizioni di guerra. Coincidenza non casuale: il primo caso di autismo, malattia praticamente sconosciuta prima, risaliva al ’43.
Ma su soldati adulti, i danni provocati dal conservante (un fungicida) erano limitati. Il guaio è che in America i bambini subiscono pesanti vaccinazioni (antipolio, la trivalente anti-rosolia, la triplice anti-difterica, anti-tetanica, anti-pertosse) nelle prime ore di vita, quando l’organismo non è ancora dotato delle necessarie difese organiche e immunitarie.
«Risultato: una Timerosal generation – dice Kennedy – colpita non solo dalla crescita esponenziale dell’autismo, ma da disordine da deficit d’attenzione, ritardi nella parola e altre affezioni neurologiche».
Il “deficit d’attenzione”, che si accompagna a una irrequietezza psicologica, è una specie di epidemia nelle scuole elementari americane: e viene trattato somministrando antidepressivi tipo Prozac e sedativi.
Nonostante ciò ha testimoniato, nel 1999 davanti alla Commissione per le riforme al Congresso, un’infermiera scolastica di nome Patti White: «Le nostre scuole primarie affondano sotto il peso dei troppi bambini che manifestano danni neurologici o immunitari. Sta accadendo qualcosa di terribile ai nostri piccoli».
L’Unione Sovietica se n’era accorta già nel 1977 quando, in seguito a una ricerca epidemiologica, ha vietato il Timerosal come additivo conservante. L’esempio è stato immediatamente seguito dal Giappone, e via via dall’Austria, dall’Inghilterra e dai Paesi scandinavi. In Europa, da almeno vent’anni la sostanza non si usa più.
Anche negli Stati Uniti le case farmaceutiche hanno cominciato a ridurre l’uso del Timerosal nei vaccini, che tuttavia è ancora largamente presente, ad esempio, nei preparati steroidei usati dai culturisti e persino nel collagene per uso estetico anti-rughe, perché consente di conservare per anni medicinali e sostanze organiche. Ma solo dal 2004, e alla chetichella.
Perché? Come ha scoperto Robert Kennedy jr., nel giugno del 2000 il Center for Disease Control (Cdc), l’autorevole ente di sorveglianza delle epidemie di Atlanta, convocò una riunione di 52 fra medici, scienziati e funzionari di sanità a Simpsonwood: un centro metodista nascosto tra le foreste lungo il fiume Chattahoochee. Lo scopo di una riunione in un luogo così fuori mano: ascoltare la relazione di Tom Verstraeten, l’epidemiologo del Cdc, che sembra comprovasse la relazione tra le vaccinazioni precoci al Timerosal e l’esplosione di autismo infantile. A quanto pare, Verstraeten dimostrò che dal 1943 i casi di autismo erano cresciuti in Usa di 15 volte, e solo in Usa; con l’eccezione della Cina, che avendo cominciato programmi di vaccinazione di massa dal 1999 con vaccini “made in Usa”, ha oggi 1,8 milioni di piccoli autistici.
«Giocate coi numeri finché volete – commentò uno dei presenti, il dottor Bill Weil – ma sono statisticamente significativi». Un altro medico presente, il dottor Richard Jonhston, disse che non avrebbe fatto vaccinare il suo nipotino, che stava per nascere.
La reazione di Roger Bernier, capo del National Immunization Program al Cdc, fu quello di impegnare i presenti al segreto. Vietato perfino fare fotocopie dal rapporto Verstraeten. La motivazione addotta: il pubblico avrebbe rifiutato in massa di far vaccinare i figli, provocando una situazione di grave rischio epidemiologico. Sarebbero tornate malattie ormai scomparse, come la polio.
Ma c’era un’altra ragione, resa evidente dalla presenza, alla riunione riservata, di funzionari della Glaxo, Merck, Wyeth, Avensis: le cause per danni che i genitori coi bambini malati avrebbero intentato alle case farmaceutiche sarebbero stati miliardari.
Infatti il senatore repubblicano Bill Frist, che è il portavoce della lobby dei farmaci (da cui riceve migliaia di dollari in contributi elettorali) ha fatto inserire un codicillo, nella legge anti-terrorismo varata dopo l’11 settembre (Patriot Act) per esentare le ditte farmaceutiche da cause e querele per danni – visto che ne avevano accumulato, per colpa del Timerosal, ben 4200.
Perché questa inserzione in una legge contro il terrorismo? «I processi rischiano di far fallire le ditte produttrici di vaccini – spiegò il senatore – riducendo così la nostra capacità di affrontare un attacco biologico da parte dei terroristi».
Da allora il procuratore Robert Kennedy jr. cerca invano di trascinare in giudizio le ditte responsabili. Accade invece il contrario. Giorni fa è stato incriminato il dottor Andrew Wakefield, un medico che nel 1998 ha condotto una ricerca – pubblicata sull’autorevole rivista medica The Lancet – che dimostrava i danni prodotti dalla vaccinazione contro la rosolia-morbillo-parotite. L’ordine dei medici lo ha accusato di aver pubblicato una ricerca «non adeguatamente fondata» e basata su «indagini invasive e non necessarie» su bambini.
Intanto, l’autismo infantile viene trattato sempre di più, in America, come una intossicazione da mercurio: e con notevoli successi.

[Data pubblicazione: 01/10/2006] (Fonte: La Padania Online)

Segreti, omertà, insabbiamenti e coperture dei delitti di pedofilia perpetrati dai preti cattolici a danno dei minori

BBC: RATZINGER CONTRIBUI’ A COPRIRE SCANDALI DELLA CHIESA
(AGI) – Londra. 2 ott. – Un documentario del programma della Bbc “Panorama” accusa Papa Benedetto XVI di esser stato implicato nel sistematico insabbiamento dei casi di abusi su minori perpetrati da preti cattolici. Per piu’ di 20 anni, sostiene l’inchiesta della tv britannica, Joseph Ratzinger ha applicato un documento segreto del 1962 che regolamentava il modo in cui i cardinali dovevano comportarsi di fronte a casi di abusi su minori in cui si dettava un codice di segretezza a cui attenersi pena la scomunica. Padre Tom Doyle, un consulente di diritto canonico che sostiene di esser stato licenziato dal Vaticano per le critiche alla gestione di quesi casi, ha interpretato il documento e ha affermato che vi era una esplicita linea di condotta che prevedeva la copertura dei casi di abusi su minori e assicurava il totale controllo del Vaticano. L’inchiesta di Panorama avrebbe anche appurato che sette preti sotto inchiesta per abusi su minori vivono in Vaticano o nei dintorni. L’arcivescovo di Birmingham, Vincent Nichols, ha replicato alle accuse sostenendo che il documentario “distorce due documenti vaticani e li usa in modo fuorviante per collegare gli orrori degli abusi sui minori alla persona del Papa”, sferrando “un attacco pieno di pregiudizi contro un leader religioso rispettato in tutto il mondo”. La Chiesa cattolica ha inoltre precisato che il documento del 1962 non e’ direttamente collegato agli abusi sui minori ma a un uso improprio del confessionale mentre l’altro, del 2001, chiarisce alcune norme del diritto canonico ma non ostacola in alcun modo le indagini sugli abusi sui minori.

020910 OTT 06 (Fonte: AGI)

In un episodio (non così raro) dello scorso anno la crudele intolleranza della Chiesa e la sua distanza siderale dal Cristo

L’episodio è avvenuto ieri a Marcellinara, in provincia di Catanzaro
Il religioso: “Ho rispettato le norme della Chiesa, messaggio per tutti”

PARROCO NON CELEBRA LA MESSA FUNEBRE
“La signora conviveva: è peccato”
Niente eucarestia, ma preghiere, benedizione e conforto per i familiari
L’assessore comunale: “Scelta che ci lascia molto perplessi”

CATANZARO – Aveva scelto di convivere con un uomo separato. Per questo, una volta morta, il parroco si è rifutato di celebrare la messa funebre in suo onore. L’episodio si è verificato ieri a Marcellinara, un piccolo comune di 2200 abitanti in provincia di Catanzaro.

“Ho rispettato le norme ecclesiastiche: chi è convivente è un peccatore pubblico e quindi non ho celebrato la messa perché la signora non viveva da cristiana l’unione matrimoniale”, ha dichiarato don Giuseppe Mazzotta, parroco della chiesa di Maria Santissima Assunta.

Una decisione che, nelle intenzioni del religioso, vuole essere anche “un messaggio a tutta la comunità parrocchiale: il matrimonio è un sacramento, se decidi di non riceverlo in Chiesa non può considerati uguale a chi lo ha ricevuto”, ha sottolineato il curato.

Don Giuseppe Mazzotta vive da circa quarant’anni a Marcellinara e nel paese tutti lo definiscono “un sacerdote scrupoloso, una persona da stimare e apprezzare”. A conferma di tanto scrupolo, don Giuseppe ha spiegato di aver condotto “una celebrazione liturgica a norma del canone 184, paragrafo 3, che prevede che tali pubblici peccatori si debbano escludere dalle esequie religiose”. “Però da parecchio tempo – ha ammesso – la Chiesa acconsente alla celebrazione liturgica. E infatti c’è stato un lungo ed articolato rito religioso. Ho pronunciato parole di conforto ai familiari, con la sorella e altri congiunti abbiamo pregato insieme per l’anima della defunta. E poi ho incensato il feretro e l’ho benedetto con l’acqua santa. Insomma non c’è stata la celebrazione dell’eucarestia, ma io ho fatto fino in fondo il mio dovere di padre. Rispettando le regole”, ha concluso don Giuseppe.

Ma la decisione del religioso non ha mancato di sollevare polemiche. “Al parroco va tutta la nostra stima, ma la sua scelta ci lascia molto perplessi”. E’ il commento dell’assessore del Comune di Marcellinara, Mario Paraboschi. “Dopo il rito ho notato uscire dalla chiesa alcune persone visibilmente infastidite per quanto era accaduto. Personalmente credo che la scelta di non celebrare la messa sia discutibile su diversi punti di vista”, ha dichiarato l’assessore.

20 luglio 2005 (Fonte: Repubblica.it)